Erano canti pieni di nostalgia, di vita, d’amore. Annotava questi temi su delle buste che rubava quando lavorava come “receptionist” nel campo. Una volta tornato a casa ha messo insieme ciò che si era appuntato e li ha composti. Ad oggi esistono sotto forma di manoscritto, cinquanta pagine ordinatamente numerate. Sulla canzone finale è riportato come titolo Canzone del prigioniero 50914, StalagXIIF, con data e luogo “in carcere, 16/10/44” [1].
Come sono nati?
I Lagerlieder sono una serie di 13 brani raggruppati in 5 blocchi, all’interno dei quali i brani si susseguono senza soluzione di continuità. I Lagerlieder, letteralmente Canti da un campo nazista, nascono durante la detenzione di Gino Marinuzzi Jr. nel campo di lavoro forzato di Ludwigshafen, in Germania. I brani sono principalmente brani tradizionali che il compositore ha imparato dagli altri prigionieri del campo. I prigionieri provenivano da tutta Europa e da paesi come Russia, Ucraina e Polonia. Era rimasto affascinato da queste persone che cantavano. Trattavano le persone in modo terribile, ma nonostante tutto trovavano comunque la forza di cantare.
Ma quindi, come sono questi brani?
I brani si presentano già con gli abbellimenti; molto spesso il compositore utilizza il sistema dell’autocitazione. Questo significa che spesso un frammento incluso in una canzone è ripetuto e nascosto all’interno dello sviluppo di un’altra canzone o utilizzato nei passaggi bridge. I brani sono scritti nel sistema tonale e, nonostante l’uso non convenzionale di accordi e giochi ritmici, presentano processi compositivi tipici della musica tradizionale. Il documento è in ottime condizioni, la grafia è minuta e precisa e sono presenti un ampio numero di indicazioni esecutive e altri riferimenti contestuali. Esiste, inoltre, anche una copia digitale.
Questi brani durante la vita di Marinuzzi Jr. erano relativamente sconosciuti. Il compositore era estremamente riluttante nel parlare della sua esperienza nel campo nazista, era propenso solo a condividere le poche storie di solidarietà e di amicizia. Neanche le figlie sapevano nulla di questi brani, fino a pochi anni prima della morte del compositore.
La partitura veniva utilizzata come esempio durante le lezioni di composizione che Marinuzzi Jr. faceva in casa durante gli anni Settanta e Ottanta, e ogni tanto li suonava con qualche suo allievo. I Lagerlieder furono infine rappresentati al Teatro Ghione a Roma il 19 maggio 1995, alla presenza dello stesso compositore (anche se le figlie dicono che la prima rappresentazione è stata fatta al Teatro dell’Orologio a Roma).
Inserisco qui di seguito un bellissimo video pubblicato da NoMus. È un omaggio a Gino Marinuzzi Jr. dove viene raccontato il compositore e i Lagerlieder vengono eseguiti completamente, nella cornice del Museo del Novecento a Milano.
[1] Rubini R., Gino Marinuzzi Jr.: Critical Editions of his Piano Music, University of Surrey, Guildford, 2023, p. 11.